Lettera per il 40° Anniversario da parte di Paolo Mauri

Scritto da Paolo Mauri

Lipari
Sono passati quarant’anni da quando è nato a Lipari il Centro Studi di via Maurolico. Lo avevano fondato tre ragazzi, oggi lo celebrano tre uomini fatti insieme a tutti gli abitanti dell’isola e ai molti che l’isola la frequentano come ospiti. Che cosa ha fatto il Centro Studi in tutto questo tempo? Intanto ha guardato e ripensato l’isola, e insieme all’isola l’arcipelago di cui fa parte, nella sua lunga storia. E’facile, parlando di Lipari, che si accenni al Paradiso, per la bellezza del mare e l’incanto dei paesaggi, ma dietro al Paradiso dei turisti e degli amanti della natura, c’è stato per lungo tempo un Purgatorio, quando (e non per primo)  il regime fascista decise di sfruttare l’isola per confinarvi i suoi avversari. Da qui, da Lipari, fuggirono i fratelli Rosselli, poi riparati in Francia e lì assassinati per ordine delle camicie nere. Qui passò sette mesi Curzio Malaparte, che raccolse il cane Febo a Marina Corta e si identificò in lui. Qui furono confinati Emilio Lussu, Ferruccio Parri, Riccardo Bauer,  e moltissimi altri più o meno illustri: sarebbero stati l’Italia di domani, quella uscita dalla Resistenza. Al tema dei confinati, dei coatti come si diceva allora, ha dedicato uno studio Giuseppe La Greca, “La lunga notte di Lipari”, dove si parte dall’Ottocento per attraversare poi buona parte del secolo scorso. E bisogna aggiungere che a La Greca, si devono saggi su diversi aspetti della storia dell’isola, dalle cave di pomice (ben tre volumi)  alla produzione dei vini passiti e della celebre malvasia, oltre ad una monografia su Malaparte a Lipari. Prima del turismo l’isola era povera: da tempo gli abitanti emigravano verso l’Australia o verso l’America, quando non si spaccavano schiena e polmoni nelle cave di pomice.  Al Centro Studi si è parlato di tutto questo: con convegni e libri, molti libri che si sono allineati nello scaffale fino a formare una grande biblioteca eoliana. Sono tutte da guardare le fotografie di Cecilia Mangini raccolte in un volume dedicato alle cave di pomice. Risalgono al 1952, e il biancore allucinante (l’espressione è della stessa fotografa) creava scenari lunari. La stessa polvere sarebbe servita più tardi, scaricata in mare, a creare spiagge bianchissime per l’incanto dei bagnanti.

Naturalmente il Centro Studi si è occupato dei viaggiatori illustri che hanno visitato l’arcipelago nel corso del tempo e scritto del loro incontro con queste isole, da Alexandre Dumas a Lazzaro Spallanzani e ad Adolf Freiherr von Pereira …senza contare i viaggiatori antichi testimoniati dai volumi a cura di Clara Raimondi e ancora Giuseppe La Greca. Poi c’è stato il cinema. Nell’ultimo scorcio degli anni Quaranta ci fu una buffa guerra dei vulcani, tra William Dieterle che girava “Vulcano” interpretato da Anna Magnani e Roberto Rossellini che dirigeva “Stromboli, terra di Dio” con la Bergman. La guerra nasceva anche dal fatto che Rossellini aveva appena lasciato la Magnani e si era messo con la Bergman per cui i rotocalchi dell’epoca impazzirono e le isole furono al centro di un pettegolezzo mondiale.  Al cinema il Centro Studi ha dato da subito molto spazio: sono molti i film che narrano a loro modo le isole , da “Kaos” dei fratelli Taviani, a “Caro Diario” di Nanni Moretti, al”Postino” con Troisi. Il Centro ha anche istituito un premio per il cinema, L’Efesto d’Oro. Un capolavoro è stata poi la settimana promozionale organizzata nel 1998 a Los Angeles e a New York. Le Eolie al MoMa, le Eolie all’Istituto Italiano di Cultura (allora diretto da Gioachino Lanza Tomasi) , le Eolie alla Casa  Italiana Zerilli Marimò…Non solo:le Eolie all’Onu per il gemellaggio con i piccoli stati insulari nel mondo. Anche qui c’è una pubblicazione di Giuseppe La Greca che ripercorre tutti i momenti significativi dell’impresa.

   Non abbiamo citato la cucina eoliana, a cui il Centro Studi ha dedicato le sue attenzioni.  Il pane caliatu era un pane cotto due volte (bis-cotto) per poterlo conservare a lungo e accompagnarlo a pesce o carne. Quarant’anni: il viaggio del Centro Studi ora diretto da Nino Paino, si può dire appena cominciato. Lipari misura la sua storia in millenni e dunque…

Paolo Mauri

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