Lettera per il 40° Anniversario da parte di Maria Carnevale

Scritto dalla Prof.ssa Maria Carnevale

1981 – 2021: 40 anni di cultura

Il libro di Lazzaro Spallanzani (Destinazione Eolie, tratto da Viaggi alle Due Sicilie 1788) con dedica di Nino Paino mi raggiunse a Palermo, dove allora abitavo, per raccontarmi di isole che mi parve non riconoscere perché lontane nel tempo, perché scrutate da occhi stranieri, non sempre benevoli ma avidi di conoscenza. Tra le pubblicazioni del Centro Studi, la collana dei Viaggiatori mi è infatti la più cara, forse proprio per l’ottica singolare e suggestiva con cui le Eolie sono state visitate, forse per l’idea che anche secoli addietro esse costituirono meta di profondo interesse.

E certamente, che questi velieri mossi dalla passione scientifica del geologo Déodat de Dolomieu (Voyage aux îles de Lipari fait en 1781 ) o dal gusto artistico ed estetico dell’incisore e architetto francese Jean Houel (Voyage pittoresque des isles de Sicile…) o ancora dalla sete di esotismo dello scrittore Guy de Maupassat (La Vie Errante) avessero solcato il mare eoliano, non sarebbe oggi pagina di nostra storia senza l’avveduta e certosina attività di ricerca promossa dal Centro Studi e da esso portata avanti con le relative preziose pubblicazioni.

Dicevo Nino Paino. L’idea la coglie lui, la socializza, ne fa terra fertile: nasce il Centro Studi ed insieme la prima rassegna cinematografica dedicata ai film girati nelle Eolie del dopoguerra, e il cui famoso “La Guerra dei Vulcani” ne sarà successivamente simbolico compendio. Due anni dopo, l’anfiteatro del Castello diventa arena per la visione di film dell’anno nella ormai Lipari dalle estati affollate e mondane, ma priva di sale cinematografiche stanziali, trasformate dalla logica di mercato in ben più redditizi supermercati. Premiazioni, serate sotto le stelle e con le stelle, “stars” italiane e non, che dispensavano autografi e sorrisi nello scenario sempre sorprendente della mitica acropoli. Per le strade del paese, le locandine di “Un Mare di Cinema”facevano mostra della loro grafica evocativa di trame ed interpreti, avviandosi a diventar oggetto di collezione. Nel 2005, la grande partecipazione alla premiazione dell’Efesto d’Oro segna un’altra tappa che proseguirà per più anni e che darà al Centro Studi una forte connotazione nel campo cinematografico, tanto da presenziare cinque anni dopo al Festival del Cinema di Cannes, presso lo spazio di Cinecittà.

Non è mancata l’attenzione ai documentari e una parte della rassegna viene dedicata al Maestro Vittorio De Seta, di cui si proiettano i filmati girati alle Eolie e nel resto della Sicilia.

Ma il Centro Studi cammina con i tempi, li precede anche, e le rassegne diventano “cult”: nel Giardino di via Maurolico, si assiste alla proiezione del “Noir” e dei Corti d’autore. Poi l’idea di una formazione sul campo, ed “Eolie in video” premia i cortometraggi degli aspiranti cineasti. Non da meno l’editoria, che consegna al cinema eccellenti pubblicazioni illustrate tra cui, solo per citarne alcune, Caro Diario, Il Postino, Kaos.

L’attività editoriale spazia tra narrativa, saggistica, storia e tradizioni eoliane, con particolare attenzione al fenomeno dell’emigrazione e del confino politico e coatto, nonché alla complessa vicenda dei giacimenti pomiciferi, dell’escavazione e del commercio della pomice, fino a divenire impegno politico nell’attuale battaglia per la conservazione e la tutela delle cave e dei reperti della “grande fatica” operaia, pur nella giusta considerazione di quanto la pietra bianca e la creatività dell’imprenditoria straniera e liparese abbiano giovato al benessere dell’allora comunità locale. Alla notizia che si sta per vendere a peso il ferro degli impianti, Gian Antonio Stella, giornalista dalla visione politica equilibrata e scevra da opportunismi ideologici, da sempre a fianco del Centro Studi, coglie l’appello di quest’ultimo e pubblica il suo “J’accuse”, innescando un’esplosione a catena nell’ambito dei media.

Scelta politica e ambientalista che negli anni ha caratterizzato l’attività del Centro Studi anche durante i pomeriggi eoliani, spesso dedicati – e la presenza del famoso medico Pietro Bartolo docet – alla difesa dei più deboli, o al problema dello sviluppo sostenibile e al conseguente modello di un turismo che non corrompa natura e identità, che sia anzi equilibrio tra chiusura identitaria e contaminazione incontrollata, tra diversità ed esigenza di universalità.

Se l’eoliano di prima generazione ha sempre avuto infatti, anche inconsapevolmente, un’identità fondata sulla memoria, nelle generazioni successive innumerevoli variabili e spinte centrifughe hanno indebolito il senso di appartenenza ed è a tal riguardo che l’operazione di ricerca intrapresa dal Centro Studi, spalancando la porta della memoria, ha fatto sì che divenisse Esso stesso insostituibile polo per la ricostruzione della storia delle isole.

Sempre, nei pomeriggi estivi, varcare la soglia del “Giardino” è stato un ritrovarsi: arrivavi in fretta per accaparrarti la sedia e subito sentivi e vedevi Nino Saltalamacchia, il Presidente, sgomitare tra microfoni e schermi da sistemare, a volte da solo, spesso coadiuvato dai giovani volontari, comunque presente sotto la calura del sole o, alla tarda sera, a prova di “sirinu”, così come i nostri vecchi definivano la sottile, quasi liquida rugiada che lambisce i luoghi marini dopo il tramonto.

A volte ci si doveva accalcare nel minuscolo ingresso, il collo sollevato per veder meglio, a volte qualche posto vuoto, ma le presentazioni degli innumerevoli libri si sono susseguite con successo per decenni, che si trattasse di scrittori navigati o di dilettanti. Ad introdurli i soci o i simpatizzanti del Centro studi, o giornalisti di fama come Alberto La Volpe, Gianni Minoli e Marcello Sorgi, quest’ultimo da sempre molto legato ai “Nini” e autore, tra i vari a carattere biografico e storico-politico, anche di testi dedicati alle Eolie (Edda Ciano e il Comunista, Le amanti delle Eolie…).

Poi gli incontri speciali con ospiti illustri, registi, uomini di legge e di lettere, religiosi, professori universitari, vulcanologi, naturalisti, rappresentanti del mondo politico e governativo. E ancora le serate musicali, le mostre fotografiche e di arte contemporanea, i convegni e le conferenze, la realizzazione del Parco Letterario nella Chiesa dell’Immacolata, la costituzione dell’Associazione “Eoliani nel mondo”, l’attenzione ai giovani attraverso l’istituzione della Borsa di Studio “Anna Leone” destinata a studenti universitari, e via via il Centro Studi usciva dal suo giardino per dilatarsi nelle terrazze degli hotel o tra le cave del Caolino, per raggiungere infine le isole minori.

Impossibile citare qui tutto quanto realizzato in un quarantennio ma, proprio nell’ambito della memoria, è da non tralasciare l’omaggio postumo a personaggi significativi della cultura eoliana: nativi, discendenti di nativi, figli adottivi o comunque coloro che hanno amato o supportato questo splendido arcipelago, e così sono ritornati tra noi il Professore Giuseppe Iacolino, i Maestri Giuseppe Sinopoli e Sergiu Celibidache, i Letterati Leonardo Sciascia e Vincenzo Consolo, il Professor Angelo Ferro, tanti altri ancora.

E Michele Giacomantonio, nel suo libro a “A Egregie Cose” sul cimitero di Lipari, corredato dalle foto di Mattia Paino, fa ritornare tra noi anche i tanti compaesani la cui esistenza ha inciso nella nostra comunità un più rilevante solco.

Con l’orgoglio di farne parte, non posso che ringraziare il Centro Studi nelle persone di Nino Paino, di Nino Saltalamacchia, dei soci fondatori e di tutti i collaboratori per il fecondo quarantennio di attività culturale, per avere rivitalizzato il senso di identità e di appartenenza, per la sua connotazione democratica, per essere stato di stimolo a chi altrimenti non avrebbe scritto, letto, discusso; anche solo semplicemente per i convivi natalizi con tanti amici e cofanetto dono!

Auguri!
Maria Carnevale

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