COMUNICATO STAMPA “EOLIE IN VIDEO” 12 LUGLIO 2011

Ai Pomeriggi Culturali Eoliani la presentazione del libro Recitazione della controversia liparitana dedicata ad A.D. di Leonardo Sciascia edito dal Centro Studi Eoliano in occasione del tricentenario della controversia liparitana.

La Dott.sa Clara Raimondi, curatrice delle edizioni del Centro Studi Eoliano, ha aperto la presentazione ricordando come il 2011 sia un anno particolarmente denso di anniversari da commemorare, sia a livello locale che su scala nazionale: si festeggiano infatti i 30 anni di attività del Centro Studi Eoliano, i 40 anni dei fatti di Filicudi, già ricordati nella conferenza stampa di apertura e argomento del libro di Giuseppe La Greca Le giornate di Filicudi;  naturalmente non si possono fare a meno di menzionare i 150 anni dell’Unità d’Italia e infine i 300 anni della controversia liparitana, diatriba tra il vescovo di Lipari Tedeschi e il Vicerè di Sicilia a causa di una partita di ceci. L’argomento della disputa, all’apparenza innocuo, si è rivelato un pretesto per portare alla luce problematiche di fondo quali la restaurazione del potere ecclesiastico in Sicilia.

Leonardo Sciascia dedicò all’evento una commedia scritta nel 1969, Recitazione della controversia liparitana dedicata ad A.D., edita da Einaudi. In occasione del tricentenario le edizioni del Centro Studi Eoliano hanno ripubblicato la controversia, corredandola di un brano tratto da Il re di Girgenti di Andrea Camilleri, un documento inedito tradotto dal latino del 1712 e due saggi: il primo, di carattere storico, è stato redatto da Michele Giacomoantonio, mentre il secondo, di carattere letterario, porta la firma di Andrea Schembari, Dottore di Ricerca presso l’Università degli Studi di Catania. Una curiosità: Sciascia era stato al Centro Studi nel maggio 1984, e questo invito fu accolto da lui con molta gioia. “Finalmente Lipari si è ricordato di me” fu il suo commento.

Si segnala che la copertina di questa edizione è  stata creata ad hoc per il Centro Studi da Franco Giuliano e rappresenta i punti cardine della Controversia: il Vescovo Tedesco e il Vicerè di Sicilia in primo piano, il castello e i due catapani sullo sfondo.

Ospite per la presentazione della nuova edizione del testo del poeta e scrittore siciliano la figlia Annamaria, che si sente molto legata a Lipari proprio a causa della Controversia. Ricordando il padre, sottolinea come l’opera, per lui motivo di gioia e inquietudine, abbia una grande valenza sia da un punto di vista personale che da un punto di vista professionale. Nel primo caso, Recitazione della controversia liparitana dedicata ad A.D. è stata per Leonardo Sciascia un’opera spirituale che chiude un ciclo storico, introdotto da Il consiglio d’Egitto e proseguito con Morte dell’Inquisitore. Nel secondo caso, perché si tratta dell’ultimo libro scritto nella sua casa di campagna di “La noce”, custode dei ricordi d’infanzia dell’autore. Inoltre quest’opera presenta a detta della figlia una forte componente spirituale e molta infusione dell’anima di Sciascia.

Successivamente la parola passa ai relatori, a cominciare da Andrea Schembari, che ringrazia Clara Raimondi e il Centro Studi anche a nome del suo mentore, il Prof. Antonio di Grado. Illustra poi i motivi per cui è fondamentale ripubblicare l’opera: non solo per una questione di ricorrenza, ma anche per riportare Sciascia all’attenzione di un pubblico non specializzato. Quest’ultimo punto è possibile attraverso il connubio di storia e narrativa: raccontare la storia tramite la letteratura permette di riportare alla luce documenti su fatti e realtà scomodi, e di renderli così accessibili e di pubblico dominio. Prima di passare la parola al relatore successivo, Michele Giacomantonio, Clara ringrazia Schembari per aver reso fruibile il testo di Sciascia, dal momento che si tratta della prima edizione commentata, a differenza di quelle edite da Adelphi ed Einaudi.

Michele Giacomoantonio, che ha tradotto dal latino il manoscritto anonimo del 1712 in collaborazione con il professor Jacolino, ha esposto al pubblico la cronologia degli eventi pertinenti alla controversia insieme all’interpretazione data da Sciascia sugli stessi. Alla domanda su come uscire dai conflitti di potere fra Stato e Chiesa, Sciascia auspica uomini virtuosi che credono in Dio ma propugnano le idee dello Stato.

In chiusura, Clara Raimondi ringrazia Annamaria Sciascia e la Fondazione Leonardo Sciascia di Racalmuto (AG); ricorda inoltre che i diritti delle opere di Sciascia sono stati ceduti gratuitamente dalle case editrici Adelphi ed Einaudi. Gratuitamente hanno contribuito anche i due relatori e curatori dei due saggi contenuti nel volume: il Centro Studi Eoliano è infatti una ONLUS, e può continuare la propria attività solamente grazie “alla forza delle idee”, citando la sig.ra Raimondi.

A seguire l’aperitivo eoliano con degustazione di prodotti tipici e vino Malvasia.

EOLIE IN VIDEO: dal teatro con la rappresentazione teatrale Recitazione della controversia liparitana dedicata ad A.D., a cura della compagnia “Teatri del Sud”, diretta da E.Bottari, al cinema con la proiezione dell’episodio Sicilia tratto dal documentario L’Italia vista dal cielo (1970) di Folco Quilici.

Il secondo evento della serata è stata la rappresentazione teatrale tratta dal libro di Sciascia Recitazione della controversia liparitana dedicata ad A.D. della compagnia teatrale “I teatri del Sud” a cura di E. Bottari.

Il Viceré che governa la Sicilia si trova a dover discutere per una questione tributaria con un canonico inviato dal Vescovo di Lipari, l’unica carica ecclesiastica in Sicilia di nomina diretta della Santa Sede; tale questione si protrae nel corso degli anni, fino alla dominazione austriaca. Il risultato del rifiuto da parte del Governatore a scendere a patti sfocia in una scomunica. La scena si trasferisce sul popolo siciliano e su come viene vissuta questa vicenda: dalla semplice rassegnazione di una madre, che fa battezzare il figlio da un prete scomunicato in attesa di “quello buono”, all’urlo di disperazione di un uomo che si chiede chi abbia il diritto di scomunicare una persona, e se non sia un atto che prevarichi persino il potere di Dio.

La povertà della scenografia non ha tolto profondità alla performance di pochi ma validi attori che, avvalendosi anche della proiezione di alcuni filmati, hanno messo in piedi un’opera che ha rapito il pubblico dei giardini del Centro Studi Eoliano. La rappresentazione è risultata molto vivida: sia nelle parti recitate in un brillante dialetto siciliano dei paesani, sia nelle parti in italiano del Viceré, gli attori sono letteralmente entrati in contatto con il pubblico rompendo la cosiddetta “quarta parete”. La revisione in chiave comica degli eventi di trecento anni fa, le già citate “controversie liparitane”, è risultata assai efficace, come dimostrano le reazioni divertite degli spettatori.

La serata di ieri si è infine conclusa con la proiezione del documentario L’Italia vista dal cielo di Folco Quilici, prodotto per Esso Italia. L’episodio proiettato è Sicilia, girato nel 1970 e restaurato in digitale nel 2003.

Le prime immagini mostrano la Sicilia nella sua forma più autentica: quella dei siciliani. Quando viene loro chiesto che cosa sia la Sicilia, le idee sono confuse: isola, penisola, montuosa o pianeggiante; quello che traspare con chiarezza è il profondo attaccamento dei siciliani alla loro terra d’origine. Era il 1970 e la Sicilia era principalmente un porto di partenza per il nord Italia, la Germania, gli Stati Uniti, l’Australia. Tutti i giovani si dicono intenzionati a cambiare dall’interno questa “terra complessa e formidabile”, e a farla risaltare agli occhi del mondo per come la vedono loro: il paradiso.

Le prime immagini aeree ci mostrano dei campi coltivati, e il testo che le accompagna, scritto da Leonardo Sciascia e lo stesso Quilici, ci fa riflettere su un fatto: quando si parla di Sicilia, la prima cosa che viene in mente è l’umanità dell’isola, i suoi costumi, e solo in secondo luogo se ne considera la geografia.

Ciò che mostrano i primi minuti del documentario è il paesaggio aspro delle coste siciliane che comunica un senso di insicurezza: appaiono le necropoli sicule di Pantalica risalenti a 30 secoli fa, quando le prime popolazioni si stabilirono nella zona di Siracusa. Si passa poi al 415 a.C. quando i Greci partirono alla conquista dell’isola, senza nemmeno sapere quanto grande fosse in realtà. Ecco apparire quindi le immagini di Agrigento, Segesta, Tindari, Siracusa, e delle foci dell’Anapo.

Dopo i Greci, dal 627 d.C., furono gli Arabi a dominare l’isola, e dopo ancora gli òmini dû Nord, i Normanni. Esemplare è la composizione architettonica di città come Palermo, in cui si notano chiaramente i diversi momenti culturali della città: il minareto-campanile della Martorana, S. Giovanni degli Eremiti, i Giardini, la Cuba, la Zisa. Quello che era un tempo il verde misurato e curato dalle tecniche di irrigazione arabe viene mostrato oggi coperto di cemento. Gli anni 70 vedono infatti la speculazione edilizia divorare le aree verdi di città-giardino come Palermo.

Sfilano le immagini di Catania, distrutta da un terremoto nel 1693 e totalmente ricostruita; Aci Trezza, luogo dei Malavoglia e dei faraglioni contro cui si distrusse Provvidenza, la loro barca. Seguono riprese di Lipari, Enna, definita la “Lombardia Siciliana”, il castello di Mussomeli, Rampazzo, Noto, Ragusa, Cefalù con la sua cattedrale che fu moschea, Taormina, Grammichele.

L’ultima parte del documentario è dedicata al cuore di fuoco dell’isola: i suoi vulcani. La Sicilia, ci spiega il testo di Sciascia e Quilici, era sorretta da tre pilastri sottomarini, uno già crollato e gli altri due sottoposti a un perenne sgretolamento. Accanto alle immagini dell’Etna, di Stromboli, di Vulcano, rivivono le storie di Empedocle, che regge la Sicilia dall’alto, e di Colapesce, che la regge dal basso. Due personalità, due eroi, perduti nel fuoco che divampa dal cuore dell’isola: Empedocle vi si avventura per curiosità e conoscenza, Colapesce per un ordine del Re. Un eroe intellettuale e un eroe del popolo, a testimonianza della doppia anima dell’isola di Sicilia.

Lipari, 13 luglio 2011

Jacopo Acqua

Eleonora Drago

Valentina Spalla